Monumenti che scompaiono dal giorno alla notte.
Strane enormi sculture che occupano la città per periodi non ben determinati.
Graffiti che si sovrappongono su muri di periferia.
Persone che corrono da una parte all’altra della città in ogni momento della giornata, incuranti, ti travolgono, poi chiedono scusa senza neanche guardarti.
Telefoni che squillano con numeri sconosciuti ansiosi di poterti rincontrare in memoria di un singolo istante, un sorriso.
Pub soffocati da persone.
Volti che si trasformano quotidianamente, alternando Dott. Jekyll e Mr. Hyde, affogati nell’alcool sembrano gridare io sono qui ora, questo è tutto ciò che conta.
E come Zeno con la sua ultima sigaretta loro con l’ultima pinta.
Persone che un giorno ti soccorrono sorridenti e poi scompaiono nel fumo del traffico.
Alcune le rivedrai, ma con quella stessa inquietudine del primo giorno, quello che potrebbe essere anche l’ultimo.
Altre le perderai, ma sapendo di averle veramente avute non le rimpiangerai.
Nuvole che coprono e scoprono gli umori freneticamente, poi la pioggia che tutto cancella.
Intensa Dublino, ogni momento è l’attimo, quel famoso attimo da cogliere.
Non c’è stanchezza, non c’è stress, non c’è timore alcuno, perchè domani non esiste e ieri è un confuso ricordo.
Testo by Owly, e io condivido.