giovedì, 25 maggio 2006

A quanto pare la dose di sfiga che ieri si è abbattuta su di me ha improvvisamente virato e, non solo sono riuscita a recuperare un treno che credevo di aver perso, ma ho anche un'altra prenotazione a carico, ora bisogna vedere se le destinazioni finali saranno buone o meno, ma intanto sono in carrozza!

A parte i miei casini con le ferrovie irlandesi, ieri credo di aver fatto uno degli affari del secolo, dovevo comprare un pantalone nero da indossare ai colloqui e ne ho trovato uno, che mi calza pure bene, a soli 6 euro! O.O" Ma la cosa che ha davvero dato una svolta al mio pomeriggio è stata che ho dovuto prendere la taglia 40 [ -> QUARANTA <- ] O_O" Vabeh che in Irlanda le taglie devono essere un po' sui generis, visto che la media della circonferenza della popolazione locale credo stia per doppiare quella della Terra, ma è stato comunque un'esperienza esaltante! *_*
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Finalmente 2 giorni di quel sole splendente e cielo terso che non mi fanno invidiare troppo il caldo che c'è in Italia. Le temperature pare si siano leggermente alzate mentre il mio umore ha avuto una tremenda impennata verso il basso. Purtroppo l'handicap della lingua ha mietuto le prime vittime ma qualcuno mi ha detto che si impara sbagliando, ed io la lezione l'ho imparata fin troppo bene, c'è solo da vedere se sarò capace di applicarla alla prossima occasione.

A parte la lezione imparata, forse un altro lato positivo c'è, posso tenere il piede a riposo almeno per un giorno, il che può solo giovare ai miei tendini affaticati dalle continue maratone dublinesi. Stasera però voglio andare a vedermi Il Codice Da Vinci in inglese (non che abbia possibilità di scelta riguardo la lingua eh), ho letto il libro quindi la trama non mi è del tutto oscura, ma riuscirà la nostra eroina a capire qualcosa dei dialoghi? Lo scopriremo nella prossima puntata.

To be continued…
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lunedì, 22 maggio 2006

Ecco le prime foto:

La casa dove sto alloggiando al momento, nel quartiere di Dundrum:


Il giardino sul retro visto dalla mia stanza al secondo piano:


Il parco che attraverso per raggiungere la Luas (il trenino che porta in centro):


Vista del mio quartiere dalla stazione della Luas:


E dulcis in fundo, uno scorcio del cielo d'Irlanda:


Piacciono?
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venerdì, 19 maggio 2006

Negli ultimi 2 giorni ho scoperto che:

- Nei giardini delle case irlandesi ci si puo' imbattere in una volpe
- Anche gli uomini spagnoli non sono inclini alla richiesta di informazioni stradali
- Al mondo esiste almeno un francese sopportabile e gira l'Europa in bici
- E' piu' divertente sostenere il tifo catalano che quello inglese
- Per essere qui solo da una settimana me la cavo decentemente con la lingua
- Gli olandesi hanno un accento inglese veramente incomprensibile
- Per ora riesco a reggere solo 2 dita di Guinness
- Il gaelico e' bellerrimo e sembra l'elfico del Signore degli Anelli
- Devo comprare un pantalone nero perche' ai colloqui pare non gradiscano il jeans
- I cattolici irlandesi sono piu' fondamentalisti degli islamici

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martedì, 16 maggio 2006

Questa sera a cena ho scoperto 2 o 3 cosucce che rafforzano la mia convinzione riguardo al fatto che gli occhi a mandorla non siano solo una caratteristica razziale bensi' un vero e proprio segno distintivo degli extraterrestri.

1. In Korea le donne sono incinte per 10 mesi invece che per 9.
2. In Korea la sottoscritta ha 28 anni invece di 26.
3. In Korea posso chiamare amici solo le persone della mia stessa eta'.

Spieghero' con calma domani, per ora e' giusto che rimaniate un po' perplessi come e' accaduto a me -_-

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lunedì, 15 maggio 2006

- La nuova carta d'identita' -_-
- Le foto della mia famiglia e del miciompo
- Il mio bimbo pallido e i bimbini belli
- Le cocacoline gommose *_*
- La sveglia fedele compagna di ogni trasferimento
- La promessa di esser raggiunta quanto prima
- I miei stilosissimi stivali rosa scuro anticato u.u
- I cellulari in modalita' silenziosa è.é
- Gli albi e i sorsi di JD
- Lo smalto scuro come piace a Manu
- La magliettina fetish di Carmen
- Gli incoraggiamenti dei miei amici
- Aggiornamenti in diretta di "A perfect life"
- Una telefonata in ritardo di 6 anni
- La declinazione del verbo "to prane"
- Dmml! e Scrdtl! ¬.¬
- Il pigiamino di Winnie
- Il mio fido dizionarietto d'inglese
- Un muretto pieno di fori
- Miracle drug (L)

Scenetta del giorno, ora di cena, Bono al telegiornale, io che sbavetto sul tavolo e Camilla con una sicurezza disarmante: "He's just an ordinary guy"... ma ma... DOH! -.- Ad avercelo un ordinary guy cosi'! >.<

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A distanza di 3 giorni dal mio sbarco in Irlanda finalmente riesco a trovare la forza di mettermi al computer a scrivere. Sono stati 3 giorni lunghi e faticosi, e per raccontarli e' meglio partire dall'inizio, saltando arbitrariamente la sera dell'arrivo in cui non e' accaduto nulla di particolarmente degno di essere raccontato.

Venerdi 12
Sveglia maledettamente spontanea all'alba e osservazione del soffitto fino alle 10 circa con annessi tentativi di effettiva realizzazione del luogo in cui mi trovavo. Ad un certo punto le mie membra hanno deciso che non era bene lasciarsi andare a quello stato di atrofizzazione avanzata e mi sono trascinata a fare la doccia, quindi, cartina alla mano, mi sono data alla prima spedizione esplorativa della zona. Preciso subito che Dublino e' una citta' relativamente piccola quindi con una buona dose di polpacci (e in questo momento, quanto a polpacci, Del Piero mi fa una pippa!) si riesce a muoversi a piedi nella maggior parte delle zone che "contano". Per le prime 3 notti ho dormito a Ballsbridge, un delizioso quartiere residenziale a sud e a circa mezzora di cammino dal centro, classiche villette affiancate a 3 piani con i giardinetti curati e le tipiche porte coloratissime. "Cam cam", cioe' cammina cammina, mi sono diretta verso Baggot Street, una delle strade principali che da sud portano in centro, decine di negozietti dalle vetrine esagonali laccate di colori accesi, profumo di muffin al cioccolato misto alla puzza di cipolla, e tanti lavoratori in giacca e cravatta che si dirigevano verso St. Stephen's Green per stravaccarsi sul prato visto che un bel sole e tanto caldo lo permettevano (ipoteticamente usano farlo per pranzare, ma visto che erano le 11 di mattina ho virato ben presto sull'opzione fancazzeggio andante). Proseguendo passo davanti al Trinity College, attraverso il fiume Liffey e mi trovo nel centro del centro di Dublino, O'Connell Street, uno stradone larghissimo, lunghissimo e affollato come pochi. Mi sono fatta fregare i primi 3 euro per un'ora di connessione internet e la promessa firmata con il sangue di non tornarci mai piu', 'tacci loro! Quattro chiacchiere in MSN, qualche mail per rassicurare la mamma sul mio essere ancora in vita, un po' di webcam (son dovuta sbattere in Irlanda per poterne usare normalmente una =_=) e poi dietro front fino al Trinity College per incontrare Elena, terruncella come me e immenso appoggio morale e pratico per questi primi giorni di adattamento. Pranzo in un pub, piatto unico irlandese e una very poco irish Coca Cola :-P Camminatina per digerire in Grafton Street, la strada dello shopping e degli artisti, manco a dirlo attraente come una calamita e piena come un uovo, al contrario del mio portafogli che piangeva lacrime amare a non poter darsi da fare con le casse del centro commerciale :,( Lasciata Grafton sono stata finalmente trasportata in Temple Bar, il cuore della citta' vecchia e dei divertimenti di Dublino, dicono sia una zona troppo turistica, ma devo decisamente approfondire la conoscenza per poter confermare o smentire. Anyway... dopo qualche indispensabile commissione (adattatori per le spine, sim card irlandese, cotton fioc) questa lunga e faticosa maratona ho trascinato le mie stanche membra fino al letto e li' sono morta fino al giorno dopo.

Sabato 13
Di nuovo sveglia maledettamente spontanea all'alba e uno sguardo fuori dalla finestra, pareva di aver cambiato improvvisamente stagione, cielo nuvoloso e un freddo cane, o meglio, un venticello stronzissimo che mi ricordava tanto quello perenne della Sardegna. Purtroppo quando mi sono resa conto che probabilmente quel giorno sarei finita ibernata ero gia' troppo lontana da casa per tornare a prendere un maglioncino piu' pesante, ma ringrazio San Patrizio che ha avuto pieta' di me e, nonostante tutto, non mi ha fatto beccare un bel raffreddore. Altra mattinata di allenamento dei muscoli delle gambe per cercare di imparare piu' in fretta possibile le cose fondamentali per la sopravvivenza, come ad esempio l'uso della Luas (la ferrovia leggera) per raggiungere la mia successiva residenza, e l'individuazione di internet point piu' economici da sfruttare fino a quando non avro' casa e connessione fisse (ancora maledico quell'idiota di occhiamandorla in Parnell Street che non capiva che bisognava aggiornare la versione di MSN dei suoi PC altrimenti con il cavolo che le webcam funzionavano -_-). Nel pomeriggio primo approccio con la vita da pub irlandese, con Elena ed una sua amica ci ficchiamo in uno delle centinaia di locali in cui le temperature raggiungono quelle degli altoforni (con mia somma gioia visto che mi sentivo tanto Scrat in versione cubetto di ghiaccio) e Loro si danno alla Guinness. Qualche pinta piu' tardi subisco il primo abbordaggio in lingua da parte di tale David, carpentiere, ubriaco e dall'alito piu' dannoso del gas nervino >.< A parte il fatto che l'essere abbordate da uno in preda ai fumi dell'alcool non e' granche' gratificante per l'autostima di una donna, la temperatura del locale ha iniziato improvvisamente ad abbassarsi quando le mie balls hanno iniziato a girare vorticosamente nel momento in cui il tizio ha iniziato a dire idiozie sull'Italia, al che l'ho spedito very very affanculo in napoletano e sono convinta che abbia compreso perfettamente cosa intendevo anche se non avevo parlato inglese o gaelico! u.u Di sera altro giro, altro pub ma all'uscita la stanchezza era tale che non sarei mai riuscita ad arrivare alla mia destinazione on my feet quindi nanna a casa di Elena.

Domenica 14
Colazione da Bewleys con cappuccino ed un impronunciabile dolce danese al cioccolato bianco e ciliegie, poi giretto tra le viuzze limitrofe e ritorno all'ovile a preparare la valigia per spostarmi a casa della famiglia dove staro' un paio di settimane. John, armadio a due ante, occhi luminosi e faccione tondo e rosso, viene a prendermi fin davanti alla porta e mi porta a casa sua, un'abitazione splendida, 3 piani con giardinetto davanti e giardinone alle spalle, carte da parati e moquette improponibili ma forte sensazione di calore e comodita'. Inutile dire che mi trovo -finalmente- costretta a fare un po' di conversation, inutile pure dire che non capisco ogni cosa che egli mi dice, ma mi stupisco di me stessa nel vedere che comunque me la cavicchio *_* Salendo al secondo piano per raggiungere la mia camera mi imbatto nel primo coinquilino, Piero, 30 anni, milanese, ingegnere di gioielli per la Damiani, e in Jabi, 52 anni, di Barcellona (ancora ridacchio a ripensare alla sua espressione quando gli ho detto che la sua citta' non mi era piaciuta), una specie di ingegnere di non so cosa anche lui. Un paio d'orette per ambientarmi e sistemare la mia roba e incontro anche Camilla, la padrona di casa che prima mi chiama Francesca, e poi mi minaccia di morte se oso parlare in italiano con Piero ._. Piu' tardi a cena (anche buona dai, ma alle 18 -_-) conosco l'ultimo coinquilino, un ragazzo coreano il cui nome si pronuncia Injun e dall'energia piu' spiccata di quella di un gibbone a penzoloni su un albero. Qualche altra chiacchiera con i ragazzi e di corsa a nanna fino a stamane all'alba, quando mi sono alzata presto per fare colazione con tutti loro e poi mi sono rimessa a dormire perche' proprio non ce la potevo fare -_-

Beh questo e' il resoconto approssimativo di questi 3 giorni, stamane Camilla mi ha detto che posso usare il suo computer a 1 euro l'ora cosi' posso evitare di andare a sbattere negli internet point in centro e di cio' sono molto contenta. Ora non mi resta che dedicarmi alla ricerca di lavoro, stare senza far nulla e' dura perche' e' facile cadere nei momenti di malinconia ma suppongo che all'inizio sia piu' che comprensibile. Mi capita di chiamare qualche amico e ritrovarmi la voce rotta dall'emozione, abbiate un po' di pazienza che mai come ora ho bisogno del sostegno di coloro che mi vogliono bene. E visto che devo risparmiare dindini nel cell per i miei momenti di abbattimento, mando da qui a big kiss alle mie ex coinquiline a Roma, mi mancate tantissimo!

PS: Presto iniziero' a postare qualche fotina *_*

PPS: Camilla mi ha detto che anni fa nella casa di fianco viveva la zia di Bono guh!

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mercoledì, 10 maggio 2006

Ok, fatta nuova prenotazione, partenza prevista per domani sera ore 20.30, se Dio vuole. Naturalmente ho perso i soldi di quella precedente più quelli di qualche altra prenotazione ma ormai è inutile crucciarsi più di tanto, meglio riderci su pensando alla Polizia di Stato che mi ha definito "disastro ecologico"… Tsunami? Uragano Katrina? Meteorite che estinse i dinosauri forse è quello più appropriato -_- A questo punto iniziano a preoccuparmi le 3 ore di volo che dovrò affrontrare, chissà cosa dicono le statistiche della Aer Lingus a proposito dei disastri aerei ¬.¬ Mi raccomando, in chiesa voglio l'Ave Maria e l'Hallelujah di Leonard Cohen cantate da Bono, chiaro?

A proposito!

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domenica, 07 maggio 2006

"Lei non può partire"

Check-in, scena da manga, gocciolina sulla fronte e incudine sulla capoccia.

Hai voja di spiegare alla signorina del check-in che il Comune del mio paesiello non ha voluto farmi la carta d'identità finchè non fosse completata la pratica per il cambio di residenza.
Hai voja di mostrare alla Polizia di Stato il foglio che il Comune mi ha dato in sostituzione temporanea della carta d'identità.
Hai voja di perdere tempo alla biglietteria quando non hanno le competenze per intervenire in caso di biglietti elettronici.
Hai voja di chiamare all'help desk della Aer Lingus quando gli uffici sono aperti dal lunedi al venerdi dalle 9 alle 17.

Fatto sta che sono ancora sono qui nella Repubblica delle Banane.

Domani spedizione ad un ufficio specifico di Bologna e speriamo di poter risolvere in fretta la situazione.
Nel frattempo ho sguinzagliato mamma, che domani andrà al Comune del mio paese a rivoltarlo da capo a piedi.

Cavolo, è vero che le cose conquistate più faticosamente alla fine sono quelle più belle, ma SGRUNT.
Postato alle 18:06 | commenti (4)


mercoledì, 03 maggio 2006

Stamane ho porto delle scuse che ritenevo doverose, purtroppo non ho ricevuto riscontro e ciò mi dispiace, ma pazienza, quello che potevo l'ho fatto. Pensavo di porle anche ad un'altra persona, ma visti gli insulti che mi sono stati abbondantemente rivolti [e nemmeno di persona, bensì vigliaccamente tramite nick di Msn], allora me ne lavo le mani.

E a proposito di mani, oggi mi sono letteralmente scuoiata un mignolo con le mie stesse unghie, mentre facevo i bagagli. Miracolosamente sono riuscita a rimanere entro i 20 kg di peso concessi dalla compagnia aerea, a meno che le mie manigliette dell'aMMore non vengano considerate come sovrappeso e mi venga applicata una maggiorazione sul prezzo del biglietto >.<

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martedì, 02 maggio 2006

Mi domando e dico: quand'è che esattamente è stata indetta la giornata del "rompiamo i coglioni a Valentina"? No perchè io non sono stata avvisata e, a saperlo, me ne rimanevo a letto.

La questione è che non imparo mai che a dare un dito ci si rimette tutto il braccio.

Ostinazione, tra tanti è il mio più grande difetto. La convinzione bacata che avere buon senso, essere sempre disponibili al dialogo e lasciare che il tempo faccia il suo lavoro siano sufficienti a sistemare la maggior parte delle situazioni interpersonali.

La verità è che il raggiungimento di determinati equilibri costa tanta fatica e devo accettare una volta per tutte che non posso pretendere dagli altri, e da me stessa, più del dovuto.

Però, allo stesso modo, non accetto la presunzione di potersi prendere gioco della mia buona fede, in quel caso divento una belva, e un paio di persone oggi ne hanno subito, mio malgrado, le conseguenze.

Con il senno di poi mi dispiaccio quasi sempre di determinate reazioni, ma forse anche gli altri pretendono troppo da me.

Postato alle 17:46 | commenti



Destinazione 1: Agenzia delle Entrate a richiedere la tessera sanitaria elettronica [che deve essermi stata inviata a qualcuna delle mie vecchie residenze e, quindi, andata irrimediabilmente persa].
> Missione compiuta.

Destinazione 2: ASL per procurarsi il modulo E111 per assicurarsi assistenza sanitaria all'estero [facciamo insieme i debiti scongiuri].
> Missione compiuta in parte, il terminale nazionale dava problemi -perchè si può essere esenti dal ticket ma non dalla sfiga- e quindi devo tornare domani a ritirare il documento pronto.

Destinazione 3: Ufficio Anagrafe a rinnovare la carta di identità con la nuova residenza [sarà contento papà che dovrà reinserirmi nello stato di famiglia].
> Missione non compiuta per memoria fallace.

Direi che, considerata la burocrazia italiana, ed in particolare quella sanitaria, 1 missione e mezza su 3 si tratta di un risultato più che soddisfacente, no?

Postato alle 14:54 | commenti



Perchè a questo mondo è più facile pensare che una persona stia fuggendo piuttosto che abbia fatto una scelta dettata da un legittimo desiderio di miglioramento della propria vita? Perchè è più facile accusarla di avere problemi relazionali con gli altri, invece di ammettere che li aveva solo con noi e, molto probabilmente, non solo a causa sua? Come si può avere la faccia tosta di insinuare che gli altri non affrontano i problemi quando noi per primi non l'abbiamo fatto?

Sono amareggiata, nel vedere che, in taluni casi, la propria insoddisfazione personale non solo non viene ammessa, ma spesso e volentieri si trasforma in una discutibile aria di compassione nei confronti altrui.

Sembra che tutti abbiano l'idea esatta di come dobbiamo vivere la nostra vita. E non sanno mai come devono vivere la loro. [Paulo Coelho]

In ogni caso io vado per la mia strada, ovunque essa mi condurrà.
Non intendo accontentarmi del mio piccolo paese ai piedi del Vesuvio.
Non intendo accontentarmi di un lavoro che non mi faccia alzare col sorriso la mattina.
Non intendo accontentarmi nemmeno dei miei affetti, e per fortuna non ho bisogno di farlo, perchè attorno a me ho persone che vogliono il mio bene, ed in virtù di quello mi sostengono e mi lasciano fare le mie scelte, tendendo comunque la mano quando capita inevitabilmente di cadere ed aver bisogno di aiuto per rialzarsi.

A parte tutto, continuo a pensare che si abbia il diritto di aprir bocca solo quando si è ad un punto della propria vita e delle proprie esperienze tale da essere in condizione di poter sparare veleno con cognizione di causa.

Postato alle 14:42 | commenti



Sveglia all'alba, cambio d'abiti alla Superman e via verso le missioni del giorno!

Destinazione 1: Agenzia delle Entrate a richiedere la tessera sanitaria elettronica [che deve essermi stata inviata a qualcuna delle mie vecchie residenze e, quindi, andata irrimediabilmente persa].
Destinazione 2: ASL per procurarsi il modulo E111 per assicurarsi assistenza sanitaria all'estero [facciamo insieme i debiti scongiuri].
Destinazione 3: Ufficio Anagrafe a rinnovare la carta di identità con la nuova residenza [sarà contento papà che dovrà reinserirmi nello stato di famiglia].

Riusciranno i nostri eroi a portare a termine tutte e 3 le missioni entro l'ora di pranzo senza essere travolti dalle intricatissime procedure burocratiche del caso?

Lo scopriremo nel prossimo post!

Postato alle 08:43 | commenti



In mancanza di una buonanotte almeno abbiamo una buonanotizia: Paolo, uno dei miei contatti Irlandandiani a Dublino -a cui farò dedicare una piazza o costruire una statua- mi ha procurato una sistemazione iniziale in famiglia a 150 euro a settimana [compresi colazione, cena, lavaggi e spese varie].
Il prezzo è accettabile, considerato che l'alternativa economica, ma faticosa per lunghi periodi, sarebbe l'ostello, dove starò i primi giorni. Dopotutto ne avrò bisogno solo finchè non trovo una stanza in una casa condivisa, e poi sarà utile per riprendere subito la lingua, visto che i padroni di casa parlano solo inglese >.< Certo è consolante il fatto che al mondo ci siano ancora persone che conoscono il significato della parola disponibilità, spero di riuscire a ricambiare un giorno.

Ormai manca veramente poco.

Postato alle 00:47 | commenti


lunedì, 01 maggio 2006

And love is not the easy thing
The only baggage you can bring
And love is not the easy thing
The only baggage you can bring
Is all that you can't leave behind

And if the darkness is to keep us apart
And if the daylight feels like it's a long way off
And if your glass heart should crack
And for a second you turn back
Oh no, be strong

Walk on, walk on
What you got they can’t steal it
No they can’t even feel it
Walk on, walk on
Stay safe tonight

You're packing a suitcase for a place none of us has been
A place that has to be believed to be seen
You could have flown away
A singing bird in an open cage
Who will only fly, only fly for freedom

Walk on, walk on
What you've got they can't deny it
Can’t sell it, can’t buy it
Walk on, walk on
Stay safe tonight

And I know it aches
And your heart it breaks
And you can only take so much
Walk on, walk on

Home… hard to know what it is if you’ve never had one
Home… I can’t say where it is but I know I'm going home
That's where the hurt is

I know it aches
How your heart it breaks
And you can only take so much
Walk on, walk on

Leave it behind
You've got to leave it behind
All that you fashion
All that you make
All that you build
All that you break
All that you measure
All that you steal
All this you can leave behind
All that you reason
All that you sense
All that you speak
All you dress up
All that you scheme
All you dress up
And all that you see
All you create
All that you wreck
All that you hate

...perchè alla fine si può contare solo su sè stessi.

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